Mangiare frutta non e’ solo una noia

febbraio 13th, 2010   |   BLOG | Ricette

frutta per ricette

Mangiare frutta fa bene ed è anche divertente!

Basta poco per trasformare un’arancia in crostata o una banana in dessert: un pugno di farina, zucchero, qualche spruzzo di panna montata e fantasia quanto basta. E con due gocce di angostura o di rhum la vecchia, solita spremuta diventa un cocktail grandi firme.

Facile che un buon pasto crolli al momento della frutta. Arriva in tavola il solito trofeo di stagione e avete notato con quale indifferenza ci si accosta? Eppure la frutta è buona, è il miglior digestivo che si conosca, continuano a dire che è indispensabile, guai se manca. Nelle arance c’è una buona dose di calcio, ferro, fosforo, proteine e niente grassi, esattamente come nel limone. Ecco, forse ce lo dicono troppo,va a finire che guardiamo la mezza mela o lo spicchio di agrume come se fossero medicine. Quasi con diffidenza. Una specie di noia epidemia, che per guarire non chiede poi molto.
Solo un po’ di zucchero, un po’ di farina, magari un uovo, un cucchiaio di marmellata. Qualcosa. Tanto da trasformare il mezzo mandarino in crostata, la vecchia banane in dessert. Nei prossimi giorno vedremo tre modi di fare crostate e tanti altri modi di “mangiare frutta”, caramellando le arance o spremendone il succo in cocktail esotici o soltanto dolci e buoni. Ora invece qualche idea per cominciare. Per esempio ricordiamo che anche le mele si possono caramellare. Basta levare il torsolo con l’apposito coltellino, senza però sbucciarle; allinearle in una teglia con mezzo etto di zucchero, 30 trenta grammi di burro e ½ mezzo bicchiere di acqua o vino bianco secco, poi in forno caldo per mezz’ora. Intanto, in una casseruola mettere ancora ½ etto di zucchero, un cucchiaio di acqua e far caramellare ma non troppo. Versare sulle mele cotte e servire freddo.
Le pere allo zabaione sono una specialità piemontese che vale la pena di ricordare: anche stavolta bisogna eliminare i torsoli, poi sbucciare la frutta e dividerla in due nel senso della lunghezza; farla cuocere con un leggerissimo sciroppo di zucchero, lasciarla freddare, sgocciolare e rivestire prima con crema pasticcera e poi con zabaione freddo al vino bianco o al marsala e infine guarnire con mandorle tritate alla bell’e meglio. Si può anche eliminare la crema pasticcera, ovvio.
Quello che conta , quello che vorremo farvi tener presente è l’importanza di mangiare frutta ogni giorno, di farla mangiare e di mangiarla volentieri.
Altro esempio: sempre con le mandorle e in più le albicocche si può preparare un dolce gustosissimo e incredibilmente semplice: lavare le albicocche, tagliarle a metà, liberarle dal nocciolo,metterla in una pirofila coperta di zucchero, bagnate con ½ bicchiere d’acqua e spruzzate di mandorle, come avevamo detto. Poi, in forno per ¾ ora: sono buone tiepide, ma anche fredde. E le ciliegie? Eccola la grande stagione della frutta rossa, e ne riparleremo, ma intanto un “assaggio”: cioè le ciliegie al cognac.
½ di duracine cotte in un bicchiere di vino rosso e uno di acqua, una scorza di limone e 1 etto ½ di zucchero. Poi, quando il sugo è ristretto, unite vaniglina e un bicchiere di cognac. Far gelare e basta. Con la frutta si possono fare insalate : mele, pesche, pere, albicocche più un succo di limone, zucchero, un bicchierino di cherry e panna fresca; la frutta è buona con vino, zucchero e rhum (prugne,fragole,ciliegie,lamponi); E’ eccezionale se la si presenta flambé, cioè fiammeggiante, basta versare fettine di pere o di ananas, zucchero, limone e due cucchiaiate di brandy scaldato e poi appunto fiammeggiato. La buona frutta insomma, è sempre una consolazione: allora, non trattiamola come se fosse un dispetto.

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